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Editoriale
La pedagogia studia l'educazione dell'uomo ed i bisogni formativi oltre che il suo porsi di fronte ai valori che si possono scegliere in modo consapevole. Nella prospettiva pedagogica si tende a conoscere e a riconoscere il cammino evolutivo che il soggetto ha percorso e continua a percorrere considerando oltre agli aspetti cognitivi, affettivi, emozionali, relazionali, anche il senso consapevole del proprio essere e del proprio divenire. Gli studi pedagogici pur essendo correlati a quelli psicologici e sociologici non sono con questi identificabili (De Natale, Rulli, "La consulenza pedagogica come consulenza tecnica d'ufficio" in Rivista quadrimestrale dell'Associazione Nazionale dei Pedagogisti Italiani, Pisa-Roma, 2002) ed è proprio la diversità dei linguaggi, tesi ad una continua conoscenza in cui possa vivere un sapere interdisciplinare e transdisciplinare, che nasce il sapere criminologico,assai complesso, ed in una continua ricerca di apporti utili per una sempre migliore definizione di esso.
Inoltre, anche in ambito educativo, oggigiorno si richiedono specifiche competenze psicologiche e pedagogiche, per attivare strategie di prevenzione del bullismo e/o di simili reati:la stessa Corte di Cassazione ha sostenuto che il sapere normativo non può prescindere dal sapere scientifico (Cass. n. 9163/2005). In ambito civile, il diritto di famiglia e le disposizioni in tema di affido familiare e di adozione (L. n. 149/2001) riconoscono e promuovono il diritto fondamentale del minore ad essere educato ed il diritto della famiglia (naturale, affidataria o adottiva) ad essere sostenuta e favorita nell’opera basilare che riguarda l’educazione.
In ambito del penale minorile – si è affermata la presa di coscienza della necessità di “tendere alla rieducazione del condannato” e di provare a dare nuove modalità di risposta al reato ed alla possibilità di un giusto reinserimento sociale. Il Corso annuale in PEDAGOGIA GIURIDICA iniziato a Mercato San Severino (Sa) il 16 aprile 2011, ha l’obiettivo di fornire un’occasione formativa per conoscere gli spazi di intervento che la pedagogia offre in coerenza con i percorsi di sostegno alla persona e con le altre competenze specialistiche richieste dal sistema giudiziario: studi e contributi pedagogico clinici, psicologici, sociologici nonché psicopatologici e legali. La finalità è di prefigurare una formazione tecnico-professionale, che possa rispondere alle istanze attuali della prevenzione come della devianza minorile, della violenza e dell’abuso.
La normativa prevede figure professionali di diversa provenienza nell’ambito delle scienze sociali (psicologi, pedagogisti, sociologi, criminologi, ...) nei Collegi dei Tribunali per i Minorenni, dei Tribunali di Sorveglianza (RDL. 1404/1934; L. n. 354/1975); inoltre queste figure professionali possono essere nominati consulenti tecnici (CTU e CTP). Concludo questo redazionale riportando i “quattro pilastri dell’educazione” presentati dalla Commissione Internazionale sull’Educazione per il XXI secolo, presieduta da Jacques Delors, nel rapporto all’UNESCO del 1996: 1. Imparare a conoscere, cioè acquisire gli strumenti della comprensione; 2. Imparare a fare, in modo da saper agire creativamente nel proprio ambiente; 3. Imparare a vivere insieme, sì da poter collaborare con gli altri in tutte le attività umane; 4. Imparare ad essere: un percorso fondamentale che ingloba tutti gli altri, fino a formare la specifica identità dell’essere uomo. |